"Reclusi operai fanno cassette per il vino per vincere la concorrenza bielorussa"
Cassette per il vino da commercializzare in tutta
Italia. Un prodotto con tanto di brevetto che la Silingardi board di
Vedano al Lambro ha deciso di produrre nel carcere di via Sanquirico.
L'azienda brianzola ha già in atto una produzione proprio nella casa
circondariale monzese una attività che dà occupazione a quattro reclusi
impegnati nella realizzazione di bancali.
Un esperimento che sta andando avanti con reciproca
soddisfazione, tanto che, appunto, Silingardi ha voluto aumentare la su
apresenza nella struttura penitenziaria: gli “ospiti” del carcere
dovranno così assemblare cassette di legno per il vino e per prodotti
alimentari.
Cassette fatte senza ricorrere a chiodi o graffe, pratiche
e non ingombranti, che la società vedanese realizza anche in
Bielorussia. L'arrivo di questa nuova lavorazione passa attraverso una
nuova gestione della falegnameria che si trova all'interno del
penitenziario.
La cooperativa “Il crogiuolo”, che finora aveva operato
dietro le sbarre in questo settore, ora ha lasciato il campo al
Consorzio Exit cooperativa sociale 2000 già presente. In carcere con
altre lavorazioni, tra le quali, anche quella dei bancali con la stessa
Silingardi. Si tratta di una attività che, oltre al confermare la
possibilità per le aziende brianzole di collaborare col penitenziario,
consentirà ad altri quattro detenuti di lavorare. Tutto potrebbe non
fermarsi qui: il percorso virtuoso che ha portato Silingardi a operare
anche nella casa circondariale potrebbe essere foriero di una
delocalizzazione anomala rispetto a quelle che si verificano
attualmente.
Solitamente gli imprenditori, per abbattere i costi,
portanono almeno una parte, se non tutta la loro produzione all'estero,
nell'Europa dell'Est o in Oriente. Qui succederebbe il contrario:
“Auspichiamo che – dice Claudio Illarierti, del Consorzio Exit – una
volta avviata la lavorazione con reciproca soddisfazione, la catena ora
in Bielorussia possa essere trasferita nel carcere di Monza”. Il
penitenziario, evidentemente, in termini di costi e qualità, può essere
una valida alternativa alle tentazioni estere di molti imprenditori.
“Per la falegnameria, comunque – dice il direttore del carcere Massimo
Parisi – abbiamo un progetto più ampio”. Ci sono, quindi, altre
iniziative in programma con progetti in stato avanzato di realizzazione.
La cooperativa sociale 2000, intanto, sta cercando
commesse di lavoro anche per un'altra attività, quella del data entry.
Negli ultimi quattro anni i reclusi hanno registrato le ricette
farmaceutiche per conto della Regione.
Ora, però, la collaborazione si è conclusa: l'esperienza
accumulata dai detenuti in questo campo potrebbe, tuttavia, essere mossa
a disposizione di altri soggetti che devono provvedere alla
registrazione di dati.
Paolo Rossetti (il Cittadino)
Cassetta di legno brevettata
"Riciclare gli imballaggi da oggi sarà possibile, grazie alla cassetta di legno brevettata Silibox per il confezionamento di vini, distillati e prodotti alimentari. La propone al prossimo Vinitaly Silingardi Board e consente di risolvere il grande problema dello spazio, permettendo allo stesso tempo di abbattere i costi di trasporto e stoccaggio e di riutilizzare l'imballo. Il prevede la possibilità di produrre cassette eleganti in diversi tipi di legno con l'assoluta assenza di chiodi o graffe per il fissaggio.
Con il solo inserimento del fondo autoportante e l'eventuale reggiatura del coperchio predistanziato sono evidenti i vantaggi di facilità d'uso e velocità di confezionamento. La personalizzazione avviene grazie al laser che permette la numerazione progressiva di ogni cassetta e la xilografia con effetto intaglio, in modo da creare effetti di fantasia come, ad esempio, il disegno di una scacchiera o dama, sul coperchio, trasformando l'imballo in un regalo con più utilità.
Le cassette silibox e le altre numerose proposte di Silingardi Board, saranno presenti all'Enolitech di Verona che si svolgerà dall'11 al 15 aprile 2002 padiglione 40 stand D4."
(tratto da il corriere vinicolo" n. 12 del 2 marzo 2002)
"Tutti, crediamo di poter affermare con un discreto livello di certezza, nella propria vita si sono trovati almeno una volta di fronte a una scelta operata proprio in funzione di un imballaggio: davanti a due prodotti simili per finalità d'impiego e caratteristiche, magari a parità di prezzo, chi può onestamente dichiarare di non essersi lasciato, infine, coinvolgere da un imballo realizzato meglio, rispetto un altro? Un packaging più pratico e meno ingombrante, oppure meglio congegnato e più curato nei particolari e nei materiali con cui è stato realizzato o, semplicemente, più colorato, è in grado di attirare l'attenzione definitiva, che trasforma una tentata vendita in una riuscita." (da R.I. -Elena Castorina-)
"E' l'imballaggio che spesso determina la decisione finale. Non dovrebbe, quindi, sorprendere che il packaging sia stato più volte indicato come il re degli strumenti di marketing. Di più: l'imballaggio è il venditore silenzioso, la prima line di comunicazione tra prodotto e consumatore." ( Barry Pritchard )
"Non è utopia. Un venditore muto esiste e ogni giorno contribuisce a guidare le scelte di milioni di consumatori in tutto il mondo: è il packaging, che non ha bisogno di parole per promuovere un prodotto, perché, come si suol dire, è tutto lì da vedere" (da R.I. -Elena Castorina-)
"L'imballaggio deve sia veicolare l'essenza di un marchio sia comunicarne l'appeal e deve spingersi oltre, trasmettere quindi la bontà del prodotto al consumatore" (Lars Wallentin)
